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diario-reggino

CRISI REGGIO: OBTORTO COLLO, SCURDÀMMOCE ‘O PASSATO

Martedì 07 Settembre 2010 09:47

Dopo quaranta giorni di follia, mallevatrice la nostra Avvocata, la Grande Crisi sembra finita. Pur non potendo consegnare all'oblio le non esaltanti pagine della storia politica reggina di questa pazza estate, si ha comunque voglia di dimenticare:

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SCOPELLITI E LA BORGHESIA MAFIOSA

Lunedì 06 Settembre 2010 07:25

Per chi non è protetto da una lobby, e non ha fini personali o particolari da perseguire, muoversi dialetticamente in autonomia, quindi esprimere la propria opinione in libertà su temi oggi in cima all'agenda mediatica calabrese, ovvero sull'esistenza della c. d. borghesia mafiosa, con ogni probabilità significa fare la fine del vaso di coccio tra quelli di ferro.

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SCOPELLITI E LA BORGHESIA MAFIOSA

Lunedì 06 Settembre 2010 07:21

Per chi non è protetto da una lobby, e non ha fini personali o particolari da perseguire, muoversi dialetticamente in autonomia, quindi esprimere la propria opinione in libertà su temi oggi in cima all'agenda mediatica calabrese, ovvero sull'esistenza della c. d. borghesia mafiosa, con ogni probabilità significa fare la fine del vaso di coccio tra quelli di ferro.

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AGATINO LICANDRO E LA PETITE MADELEINE AVVELENATA

Mercoledì 01 Settembre 2010 08:48

Al ritorno da un breve periodo di ferie, che tra l'altro mi ha sottratto al doloroso assistere all'estiva querelle reggina di Palazzo san Giorgio essendo a una distanza tale da farmela sentire lontana e non psicologicamente inquinante, mi ritrovo nella "prima" di Strill l'abbronzato faccione di Agatino Licandro.

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DAMNATIO MEMORIAE PER I RESPONSABILI DELLA TRAGEDIA ESTIVA REGGINA

Mercoledì 18 Agosto 2010 11:38

Nella tragedia Medea di Seneca, ai versi 500-501, la protagonista così si pronuncia: "cui prodest scelus, is fecit" (letterale: a chi giova il misfatto, lui l'ha compiuto; ovvero: il colpevole di un crimine è colui che ne ha tratto vantaggio).

L'allocuzione, concetto base in criminologia, nell'italiano comune è sintetizzata nell'interrogativo "cui prodest?":

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