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Sabato, 20 Settembre 2008 08:22

MINA WELBY SU ELUANA

Il 12 luglio, sull’onda emotiva della storia di Eluana, ho pubblicato sul blog Diario Reggino della Fondazione Mediterranea (www.diarioreggino.it) un pezzo che tra l’altro riportava le considerazioni della Chiesa Valdese sul problema dell’eutanasia. Tra i commenti e gli interventi a “Eluana e la libertà di morire” quello di Mina Welby, che si riporta integralmente in questo sito personale (spazio di libera espressione di pensieri non condizionati dall’impegno sociale) nel quale viene pubblicato quanto di mio non attinente ai fini o agli interessi della Fondazione Mediterranea.
Caro Signor Vitale,
la vicenda di Eluana Englaro si presta certamente ai ragionamenti espressi da lei in questo articolo sull'eutanasia. Mi sembra di capire che lei voglia dirci che nel caso di Eluana sarebbe meglio decidere per "una accelerazione della morte senza protrarre ulteriormente la sua agonia". Vedo la discussione già scivolare su questo piano, mentre sarebbe più utile coprire con un rispettoso silenzio l'ultimo periodo di vita di quel povero corpo. Ogni parola ora diventa una lama che ferisce il cuore di un padre che per lunghi anni ha lottato per dare seguito alla volontà della figlia. Io confido nella esperienza e umanità delle persone che assisteranno il corpo di Eluana nel suo ultimo periodo.
 Eluana non soffrirà, quando si toglierà il sondino. Siamo noi che soffriamo, sapendo che quel corpo sta morendo. Non caricherei i suoi genitori con questo ulteriore dubbio. La battaglia di Eluana nelle vesti del papà Beppino è come quella di Giovanni Nuvoli, che ha rifiutato di essere nutrito per poter terminare la sua agonia, e i tre mesi di Piergiorgio Welby, aspettando di essere ascoltato.
Anzitutto abbiamo bisogno di una legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Lo so che il discorso si fa sul filo di lama. Non metterei ora troppa carne al fuoco con il rischio di non ottenere nulla. Proprio l'onda emotiva di questa vicenda è un'arma a doppio taglio. Non sono contraria a una seria discussione sul tema dell'eutanasia, in un secondo tempo, e a favore della depenalizzazione dell'eutanasia attiva con una legge seria e non sull'onda di una vicenda tragica bensì dopo una profonda indagine sui modi di morire nel nostro paese.
Spero di aver reso in modo abbastanza chiaro la mia opinione senza ferire alcuno.
Cordiali saluti
Mina Welby