Martedì, 10 Luglio 2012 06:40

L'OSCURAMENTO MEDIATICO DEL LIBERO PENSIERO

A volte svogliato e disattento, altre pavido e servente, spesso ondivago e comunque prono al dio mercato, il giornalismo nostrano - pur con qualche encomiabile eccezione - è generalmente ben lontano dall'aplomb anglosassone tradizionalmente connotato da un'informazione puntuale e corretta, libera e oggettiva. Anche quando produce approfondimenti e inchieste, il più delle lo fa seguendo un suo fine che spesso non coincide col maggiore interesse della collettività.

 

A questa affermazione si può benissimo obiettare che: nel mondo anglosassone i tabloid conditi con gossip e scandali sono quelli che vanno per la maggiore; chi si ostina a mantenere il citato aplomb rischia la chiusura; in Italia il giornale più venduto è un quotidiano-partito; chi contende a questi la leadership spesso cede a tentazioni moraliste. Tutto vero; ed è anche vero che: se non si ricama sulla nera non si vende; l'informazione veramente libera - quella recuperabile in internet - spesso non è qualificata né tantomeno controllata nelle fonti.

Stampa locale assolta, quindi? Nel generale degrado diventano peccati veniali quelli imputabili al giornalismo di città? Potremmo anche chiudere la questione, quindi, con un'assoluzione derivante dal non riscontrare nulla di sostanzialmente diverso, mutatis mutandis, da quanto osservabile a livello nazionale o internazionale?

Non proprio, perché la stampa locale ha l'obbligo imprescindibile di fare informazione soprattutto locale: come pubblica, in una sorta di esasperata par condicio, tutte le note provenienti da sigle politiche o sindacali, anche da quelle inconsistenti e superflue; lo stesso criterio dovrebbe usare per i comunicati delle libere associazioni di cittadini, eventualmente solo di quelle accreditate in una sorta di albo pubblico che ne attesti in qualche modo la rappresentatività sociale.

In questo sistema informativo distorto la c. d. società civile finisce col non avere voce, il libero pensiero di associazioni cittadine deve sottomettersi a una serie di umilianti forche caudine, tra cui quella più odiosa è rappresentata dal dover chiedere il favore della copertura mediatica di un evento culturale. La visibilità o meno di una produzione culturale, inoltre, può dipendere anche da fattori terzi e imprevedibili che nulla hanno a che vedere con la sua valenza.

Va da sé che, in questo quadro a tinte fosche, eccezioni ve ne sono e anche di discreta levatura; ma quest'ultima considerazione non cambia il quadro complessivo in cui, tra l'altro, la qualità media della scrittura e ideazione non si discosta molto dal livello raggiungibile in un temino prodotto nelle prime classi della scuola superiore.

L'informazione locale, quindi, mediamente sciatta, è particolarmente distratta nei confronti della libera espressione del pensiero della c. d. società civile: questo libero pensiero finisce con l'essere il classico vaso di coccio tra quelli di ferro, rappresentati questi ultimi dalla classe degli schiavi e da quella dei padroni. Che il libero pensiero sia inviso ai padroni, avvero ai politici e ai malavitosi, è intuitivo. Che sia mal tollerato dagli schiavi, ovvero dalla stampa asservita ai padroni, lo è meno.

All'uopo cito un brano di una lettera che mi inviò un paio di anni fa Pietro Corsi, docente di Storia della Scienza all'Università di Oxford e direttore responsabile oltre che cofondatore insieme a Umberto Eco de La Rivista dei Libri, in risposta a una mia in cui tessevo un sentito necrologio per la rivista dopo la sua chiusura: "La nostra totale libertà e indipendenza, il mio assoluto non protagonismo, e il non aver mai cercato la complicità delle varie caste in cui si articola l'attività culturale in Italia, ha creato una sorda ostilità nei nostri confronti. Vien proprio da dire che lo schiavo non odia mai il suo padrone quanto odia l'uomo libero".

Questa "sorda ostilità", usando le parole di Corsi, si avverte da parte dei media locali per la libera espressione del pensiero.

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Tipi di cookie utilizzati da FondazioneMediterranea.eu

Utilizziamo diversi tipi di cookie per gestire la navigazione e l'usabilità del sito. Nel tuo browser potrebbero essere memorizzati alcuni o tutti i cookie elencati qui di seguito. Puoi visualizzare e gestire i cookie nel tuo browser (anche se è possibile che i browser per dispositivi mobili non offrano questa visibilità).
Categoria di utilizzo Esempio
Preferenze Questi cookie permettono ai nostri siti web di memorizzare informazioni che modificano il comportamento o l'aspetto dei siti stessi, come la lingua preferita o l'area geografica in cui ti trovi. Memorizzando l'area geografica, ad esempio, un sito web potrebbe essere in grado di offrirti previsioni meteo locali o notizie sul traffico locale. I cookie possono anche aiutarti a modificare le dimensioni del testo, il tipo di carattere e altre parti personalizzabili delle pagine web.La perdita delle informazioni memorizzate in un cookie delle preferenze potrebbe rendere meno funzionale l'esperienza sul sito web ma non dovrebbe comprometterne il funzionamento.
Sicurezza Utilizziamo i cookie di sicurezza per autenticare gli utenti, prevenire l'uso fraudolento delle credenziali di accesso e proteggere i dati degli utenti da soggetti non autorizzati.Ad esempio, utilizziamo cookie chiamati "SID" e "HSID" contenenti record con firma digitale e crittografati per l'ID dell'account di un utente e per la sua data di accesso più recente. La combinazione di questi due cookie ci permette di bloccare molti tipi di attacchi, ad esempio i tentativi di rubare i contenuti dei moduli che completi sulle pagine web.
Processi I cookie dei processi contribuiscono al funzionamento dei siti web e all'offerta dei servizi che i visitatori si aspettano di trovarvi, ad esempio la possibilità di navigare tra le pagine o di accedere ad aree protette del sito. Senza questi cookie, il sito non può funzionare correttamente.
Pubblicità Utilizziamo i cookie per rendere la pubblicità più coinvolgente per gli utenti e più utile per publisher e inserzionisti. Alcuni impieghi comuni dei cookie includono la selezione della pubblicità in base a ciò che è pertinente per un utente, il miglioramento dei rapporti sul rendimento delle campagne e la possibilità di evitare la visualizzazione di annunci che l'utente ha già visto.
Stato della sessione I siti web spesso raccolgono informazioni sul modo in cui gli utenti interagiscono con essi. Ciò può includere le pagine visitate più spesso dagli utenti e l'eventualità che gli utenti ricevano messaggi di errore da determinate pagine. Utilizziamo questi "cookie relativi allo stato della sessione" per migliorare i nostri servizi e l'esperienza di navigazione dei nostri utenti. Il blocco o l'eliminazione di questi cookie non renderà inutilizzabile il sito web.Questi cookie potrebbero essere utilizzati anche per misurare l'efficacia della pubblicità PPC (Pay Per Click) e della pubblicità affiliata.
Analytics Google Analytics è uno strumento di analisi di Google che aiuta i proprietari di siti web e app a capire come i visitatori interagiscono con i contenuti di loro proprietà. Si può utilizzare un set di cookie per raccogliere informazioni e generare statistiche di utilizzo del sito web senza identificazione personale dei singoli visitatori da parte di Google.Oltre a generare rapporti sulle statistiche di utilizzo dei siti web, il tag pixel di Google Analytics può essere utilizzato, insieme ad alcuni cookie per la pubblicità descritti sopra, per consentirci di mostrare risultati più pertinenti nelle proprietà di Google (come la Ricerca Google) e in tutto il Web.Leggi ulteriori informazioni su cookie di Analytics e privacy.

COME DISATTIVARE I COOKIE SUL TUO BROWSER

Di seguito i link dei principali browser con le istruzioni per la disattivazione dei cookie: