Fondazione Mediterranea
Area Metropolitana dello Stretto: un nuovo protocollo d'intesa.
Mercoledì 23 Luglio 2008 17:33
Il prossimo incontro sarà a ottobre e dovrebbe essere già operativo.
Stamattina, nei locali della sede di Messina, i due presidenti delle Camere di Commercio dello Stretto hanno firmato un protocollo d'intesa che prevede l'unione tra i due enti nella Camera di Commercio dello Stretto.
Vincenzo Musmeci e Lucio Dattola, con i rispettivi segretari generali Pietro Ilacqua (Messina) e Antonio Palmieri (Reggio) hanno presentato alla stampa il nuovo protocollo che avevano auspicato nell'incontro di un mese fa a Reggio.
Per tutti i sostenitori dell'Area Metropolitana dello Stretto il termine "protocollo d'Intesa" non porta buoni ricordi.
PROTOCOLLO D’INTESA TRA LE CAMERE DI COMMERCIO DI MESSINA E REGGIO CALABRIA
Martedì 22 Luglio 2008 17:43
• l’area (mediterranea) dello Stretto, rappresenta una realtà ed un habitat unico a livello nazionale, baricentrici rispetto ai traffici ed ai mercati del Mediterraneo, ove si coniugano attività imprenditoriali diversificate, anche in settori innovativi, in una rete infrastrutturale plurimodale: un’area dalla straordinaria opportunità di crescita solo se risorse, potenzialità e progettualità convergano nella impostazione e realizzazione di un “sistema locale di sviluppo”, che rappresenti l’insieme delle attività economiche e produttive;
• da tale sintesi il sistema sociale e relazionale più agevolmente armonizzerà le diverse funzioni che si svolgono nello specifico ambito territoriale così che la sua competitività ed attrattività sia data dalla qualità delle relazioni – materiali e immateriali – interne al sistema locale e dal sistema locale verso il contesto esterno (istituzionale, commerciale, culturale, finanziario, ecc.) nelle sue diverse dimensioni (locale, metropolitana, interregionale, nazionale, europea ed internazionale;
• la comunità dell’area per la natura dei luoghi, le vicende storiche, quelle a volte drammatiche naturali e quelle culturali e professionali, ha diffuse caratteristiche comuni con connotati integrabili;
• le Camere di Commercio, in virtù delle loro "funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese e lo sviluppo delle economie locali", previste dalla Legge 580/93, sono chiamate a svolgere un importante ruolo strategico nel tessuto sociale ed istituzionale del Paese;
• le Camere di Commercio, anche tenuto conto della presenza nei loro Consigli delle rappresentanze delle associazioni imprenditoriali, dei consumatori e delle parti sociali, possono garantire il coinvolgimento delle stesse ed esercitare quindi un significativo ruolo di mediazione attiva e propositiva tra istituzioni e mondo della produzione e del lavoro;
• la competitività del sistema Italia si gioca anche sulla capacità dei territori di creare tra di essi relazioni e rapporti che travalichino la dimensione locale, provinciale e anche regionale;
• a tal fine, risulta strategica la collaborazione tra istituzioni camerali limitrofe come quelle di Messina e Reggio Calabria;
• le Camere di commercio di Messina e Reggio Calabria intendono valorizzare il proprio essere e ruolo di autonomie funzionali e quindi di istituzioni, anche trasversali ai confini regionali territoriali delle competenze amministrative, e quindi la loro capacità per rappresentare e svolgere funzioni di interesse generale per i sistemi locali delle imprese e dell’economia nel suo complesso senza barriere amministrative, per promuovere la concertazione e rendere disponibile un luogo istituzionale di integrazione per le istituzioni territoriali dell’area, i soggetti economici, le agenzie tecniche pubbliche preposte allo sviluppo, per progettare, coordinare e realizzare iniziative articolate che favoriscano l’integrazione a sistema dell’area e il suo sviluppo a rete anche nel quadro del mercato globale;
• strategica la collaborazione tra le Camere di Commercio di Messina e Reggio Calabria , costituisce valida premessa per rafforzare le relazioni con le altre istituzioni e quindi tra i sistemi territoriali provinciali e regionali limitrofi, siciliano e calabrese, per la realizzazione di iniziative e progetti comuni che valgano a realizzare effettivamente l'area ( mediterranea) dello Stretto;
Atto costitutivo della Fondazione Mediterranea
Il Don Chisciotte di Picasso
Lunedì 12 Maggio 2008 16:29
IN COPERTINA AL VOLUMETTO "LA FONDAZIONE MEDITERRANEA"
L'alto e ulivigno e allampanato cavaliere che, accompagnato dal rozzo e tozzo scudiero Sancho Panza sul suo somaro, col suo fido Ronzinante vaga per le solitarie vie della Castiglia in un'indefessa e inesausta attività che egli stesso si è data, è il simbolo di quella cultura europea che non si riconosce ne "la pensée unique", in quel "pensiero unico" che identifica nel rapporto costi/benefici l'unico metro di giudizio, sganciato da qualsiasi riflessione etica, con cui valutare le azioni dell'uomo, la sua politica e il suo impegno sociale.
Università e territorio - Considerazioni a margine del convegno "Ipotesi gaia"
Giovedì 24 Aprile 2008 10:43
Incontro col prof. Giovanni Cacco, direttore del Biomaa
UNIVERSITÀ E TERRITORIO
CONSIDERAZIONI A MARGINE DEL CONVEGNO “IPOTESI GAIA”
Di Enzo Vitale da Il Quotidiano
Un poeta di lingua morta
Edizione di riferimento:
Pensieri e discorsi di Giovanni Pascoli,
MDCCCXCV-MCMVI seconda edizione,
Nicola Zanichelli editore, Bologna MCMXIV
Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni. Ululano ancora le Nereidi obliate in questo mare, e in questo cielo spesso ondeggiano pensili le città morte.
Questo è un luogo sacro, dove le onde greche vengono a cercare le latine; e qui si fondono formando nella serenità del mattino un immenso bagno di purissimi metalli scintillanti nel liquefarsi, e qui si adagiano rendendo, tra i vapori della sera, imagine di grandi porpore cangianti di tutte le sfumature delle conchiglie. È un luogo sacro questo. Tra Scilla e Messina, in fondo al mare, sotto il cobalto azzurrissimo, sotto i metalli scintillanti dell’aurora, sotto le porpore iridescenti dell’occaso, è appiattata, dicono, la morte; non quella, per dir così, che coglie dalle piante umane ora il fiore ora il frutto, lasciando i rami liberi di fiorire ancora e di fruttare; ma quella che secca le piante stesse; non quella che pota, ma quella che sradica; non quella che lascia dietro sé lacrime, ma quella cui segue l’oblio. Tale potenza nascosta donde s’irradia la rovina e lo stritolio, ha annullato qui tanta storia, tanta bellezza, tanta grandezza. Ma ne è rimasta come l’orma nel cielo, come l’eco nel mare. Qui dove è quasi distrutta la storia, resta la poesia.
Stemma e gonfalone della città di Reggio Calabria
Nel giugno del 1935 dall’editrice “La Sicilia” in Messina viene stampata un’opera di grande formato che, riportando in chiusura il testo integrale del deliberato, ripercorre la storia del rapporto tra Reggio e l’icona di San Giorgio, facendolo risalire al 1086, e quella dello stemma cittadino riproducente il Santo Patrono, la cui prima traccia è riscontrabile in un’attestazione del 12 marzo del 1522 conservata nell’Archivio di Stato di Napoli.
Arricchiscono la due inserti rimovibili, raffiguranti in quadricromia e su carta patinata lo stemma e il gonfalone della Città così come miniati negli allegati al Decretodel 12 dicembre del 1934.
La presente ristampa anastatica, edita dalla Fondazione Editerice Sperimentale Reggina, offre al lettore la possibilità, oltre che di acquisire contezza di un pezzo di storia municipale, di constatare come lo stemma e il gonfalone dellacittà di Reggio Calabria, a causa dei rivolgimenti storici italiani del Novecento, siano stati modificati rispetto agli originali del 1934.

Copertina:
Interno:
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Il Portolano dello Stretto
IN COPERTINA AL VOLUMETTO "LA LOBBY DEL BUON SENSO"
Quasi a significare una sorta di sincretismo culturale frutto dalla promiscuità delle nostre vicende storiche (attorno all’anno mille le due lingue più usate a Reggio, sempre città di frontiera, erano il greco e l’arabo), un antico portolano dello Stretto di Messina tratto dal “Kitab-i bahriye” è stato assunto a logo della Fondazione Mediterranea.
Il Kitab-i bahriye, il più autorevole esempio di cartografia ottomana, fu redatto da Piri Re’is (1470 – 1554), nome abbreviato di Ahmet Muhiddin Piri. Singolare figura di uomo di mare e d’arme e di studio, dopo aver raggiunto i vertici della carriera militare, conseguendo nel 1522 la prestigiosa carica di “Ammiraglio del mare di Oman e del mar Rosso”, ed essere assurto ai più alti onori della corte di Solimano il Magnifico, Piri Re'is venne giustiziato nel 1554 a causa del fallimento della spedizione militare contro la fortezza di Ormuz.
Riconoscimento giuridico della Fondazione Mediterranea
Delibere di adesione alla Fondazione Mediterranea
Delibera di approvazione statuto e di adesione alla Fondazione Mediterranea da parte de:
