Le autonomie locali e le città metropolitane
Reggio Calabria - Sabato 10 ottobre 2009 - Palazzo San Giorgio
Candeloro Imbalzano - assessore all'area metropolitana
Enrico Costa - preside corso di laurea in Uranistica della Mediterranea
Luigi Tuccio - segretario provinciale PdL
Giuseppe Strangio - segretario provinciale PD
Le risse mediatiche, e il generale imbarbarimento della discussione politica cui stiamo assistendo in Italia in questi ultimi tempi, ci hanno quasi abituato a considerare l¹agone politico come una lotta senza esclusione di colpi tra persone con l¹unico fine di affermare e consolidare posizioni e rendite.
Ma la vera dialettica politica non è fatta di risse tra persone ma di confronto tra idee, che possono anche cambiare nel tempo o convergere su tesi condivise, a loro volta modificabili nel tempo. Non vi è chi non veda che solo un simile atteggiamento è in grado di assicurare il maggiore interesse della comunità, soprattutto se dal piano nazionale ci spostiamo sul livello locale, in cui si chiede sana a buona amministrazione più che affermazioni ideologiche.
L¹ottenimento da parte di Reggio Calabria dello status di città metropolitana (come peraltro nel 1970/1971 il successo di Catanzaro nell¹operazione di scippo del capoluogo ai danni di Reggio) è l¹esempio concreto e tangibile di come un percorso condiviso e bipartisan sia in grado di ottenere per le comunità locali risultati altrimenti inattingibili.
Il Laboratorio Politico ³Città Libera² ritiene che Destra e Sinistra, pur non rinunciando a nulla delle proprie ideologie e affermando con fermezza le proprie posizioni, pur mantenendo intatta la propria identità e continuando nel proprio percorso, si possano confrontare civilmente e proficuamente su temi di interesse generale e, soprattutto, su quelli inerenti gli interessi dei territori di riferimento: per arrivare, anche se non proprio a proposizioni condivise, comunque a un accordo di massima sugli obiettivi da raggiungere e su un¹idea di maggiore interesse comunitario.
L¹incontro in programma, specialmente se riferito al contesto di imminente campagna elettorale per il rinnovo del Governatore e del Consiglio regionale calabrese, può essere un esempio di come sia possibile un civile confronto tra Destra e Sinistra senza che questo ne mortifichi le rispettive identità.
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