Lo Stretto che unisce. Area integrata e città metropolitana: un’ipotesi di sviluppo territoriale

Sabato 10 giugno 2006 – Palazzo Provincia Messina

 

 

Daniele Castrizio (Associato di Numismatica Università di Messina)
Lo Stretto nella storia
Tonino Perna (Ordinario di Sociologia economica Università di Messina)
Le identità culturali
Francesco Carlo Morabito (Preside Facoltà Ingegneria Università Mediteranea)
Il ponte digitale
Domenico Gattuso (Ordinario Trasporti Università Mediterranea)
La metropolitana del mare
Pietro Fuda (Presidente Amministrazione Provinciale Reggio)
L’aeroporto dello Stretto


Interventi preordinati:

Salvatore Leonardi (Presidente Amministrazione Provinciale Messina), Gianni Rizzica (vicesindaco Reggio), Rocco Cassone (sindaco Villa S. G.), Cesare Fulci (pastgovernor Distretto Lions 108YB), Domenico Laruffa (Governatore Distretto Lions 108YA), Antonio Toscano (Presidente Liond Club Messina Host), Sergio Giordano (Presidente Lions Club Reggio C. Host)
Interventi straordinari: Raffaele Gentile (sottosegretario ai trasporti), Maurizio Balestrieri (deputato regionale).


In collaborazione con i Distretti 108YA e 108YB del Lions International



AREA INTEGRATA e CITTA’ METROPLITANA: UN ALTRO PASSO IN AVANTI
(di Enzo Vitale da Il Quotidiano)

Di convegni e meeting se ne fanno tanti, anche troppi: generalmente si lascia il tempo che si trova e non si incide affatto sul contesto sociale. A volte però può accadere che un evento culturale, ponendosi nel solco di un comune sentire e catalizzando energie e risorse, soprattutto col mettere in relazione diversi soggetti istituzionali, funga da amplificatore e moltiplicatore di un’idea: sì da promuoverla a patrimonio comune di una collettività.
Il convegno “Lo Stretto che unisce. Area integrata e Città metropolitana: un’ipotesi di sviluppo territoriale”, organizzato dalla Fondazione Mediterranea con la sponsorizzazione dei distretti 108YA e 108YB del Lions International, tenutosi a Messina presso la sala consiliare del palazzo della Provincia sabato 10 giugno, è uno di questi eventi culturali: in grado di mettere in rete le istituzioni, di accrescere la consapevolezza della cittadinanza, di apportare nuovi contributi e inedite valutazioni sull’argomento. Ma l’utilità dell’incontro è andata oltre queste considerazioni: ha chiarito una volta per tutte che i concetti di Area intergrata e di Città metropolitana dello Stretto non rappresentano solo velleitarie ambizioni di una corrente “autonomistica” reggina ma fanno parte di uno strutturato corpus di riflessioni e progetti nati e cresciuti, specularmene a quanto accaduto nelle città di Reggio e Villa, in un qualificato ambiente politico e imprenditoriale e professionale messinese.

CONURBAZIONE, REGIONE O AREA INTEGRATA?
Una dovuta premessa. Quando si è stabilito il programma definitivo dell’incontro e gli inviti sono andati in stampa, ancora non si conosceva l’esito delle votazioni per il rinnovo dell’Assemblea provinciale reggina: la mancanza della Provincia reggina all’incontro, quindi, è stata determinata unicamente da queste coincidenze temporali.
Ospite della manifestazione è stata la Provincia di Messina, il cui presidente Salvatore Leonardi aveva stipulato col senatore Pietro Fuda, quando questi era presidente della Provincia reggina, il protocollo d’intesa per la costituzione dell’Area integrata dello Stretto. Alcuni passi di questo protocollo sono stati riportati da Leonardi nel corso della sua relazione. Leonardi, dopo aver letto una comunicazione fattagli pervenire dal sen. Fuda, assente suo malgrado perché impegnato in altra sede, ha ripercorso l’iter che dalla prima formulazione dell’idea di conurbazione, il cosiddetto “Progetto 80” redatto sul finire degli anni ’70 a conclusione di una serie di studi partiti a cavallo del 1968, ha portato a concepire in questi ultimi anni una vera e propria Regione dello Stretto che comprenda la totalità dei territori provinciali, dalla Locride e dalla Piana fino alle Eolie e Taormina.

POLO AUTONOMO E REGIONE ECONOMICA
L’apertura dei lavori è stata affidata ai presidenti dei più anziani Club Lions delle città dello Stretto, il prof. Antonio Toscano del Club Messina Host e il dott. Sergio Giordano del Club Reggio Calabria Host. Il prof. Toscano, tra le altre cose dette, ha rimarcato un concetto già più volte espresso sulle colonne di questo giornale: la perifericità della città di Messina in un contesto regionale con due poli di sviluppo, il catanese e il palermitano, e quella di Reggio, emarginata dall’esse casentino-catanzarese, può essere superata con la creazione di un polo a cavallo tra le due Regioni che, nulla sottraendo alle stesse, si faccia promotore di sviluppo per entrambe. Il dott. Sergio Giordano, da parte sua, ha anch’egli evidenziato un concetto non nuovo ai lettori del Quotidiano: la creazione di una regione economica di fatto che, come avvenuto in altre parti d’Europa anche a cavallo di nazioni (si pensi alla punta meridionale della Svezia e a quella settentrionale della Danimarca), superi gli steccati burocratici proponendosi di fatto alla UE come interlocutore autonomo.

LA FONDAZIONE MEDITERRANEA E L’AUTORITY DELLO STRETTO
A rappresentare il sindaco Giuseppe Scopelliti è intervenuto il vicesindaco Giovanni Rizzica. Dopo aver parlato in generale dell’area dello Stretto e dell’ineludibile necessità di una sua integrazione, in perfetta sintonia con i concetti espressi in precedenza, Rizzica ha evidenziato alcuni obiettivi pratici e facilmente raggiungibili: dare continuità al processo di integrazione rafforzando le strutture non legate a carri partitici, come la Fondazione Mediterranea cui la Giunta Scopelliti ha deliberato di partecipare; coordinare le attività culturali e teatrali tra le due sponde, come Reggio ha già fatto con il Politeama di Catanzaro e il Rendano di Cosenza; creare attracchi urbani per i mezzi veloci di trasporto su acqua per incrementare l’interscambio tra le città. Rocco Cassone, sindaco di Villa San Giovanni, dopo aver annunciato la partecipazione del Comune di Villa alla Fondazione Mediterranea, ha parlato di una necessaria concertazione permanente e di un superamento di quanto all’uopo previsto dal Protocollo Leonardi/Fuda con la creazione di un’Autorità dello Stretto, struttura certamente più agile e meno burocratizzata. In un intervento sul finire dell’incontro, l’ing. Francesco Borruto ha poi proposto che questa Autority dello Stretto sia espressa della Fondazione Mediterranea, visto che verrà partecipata da tutti gli Enti Locali.

UN’AREA DELLO STRETTO ALLARGATA A VIBO E CATANIA?
Dal punto di vista più strettamente culturale sono stati impostati gli interventi di Daniele Castrizio, professore di Numismatica all’Università di Messina, e di Tonino Perna, professore di Sociologia economica sempre all’Università di Messina. Impossibile riassumere in pochi punti il piacevolissimo excursus storico tracciato da Castrizio. Due soli flash. Lo Stretto è stato sempre la Porta d’Oriente, ruolo che la storia sembra gli voglia riaffidare. Le due città dirimpettaie in tutta la
loro storia, dal 734 a.C. a oggi, hanno avuto ricchezza e sviluppo quando sono state unite e hanno portato avanti comuni interessi; hanno conosciuto povertà e sottosviluppo nei periodi in cui, facendo parte di opposti schieramenti, si sono combattute. Castrizio ha quindi prodotto una documentata testi storica che avalla e corrobora le odierne tesi “autonomistiche”. Tonino Perna, ultimato il suo intervento culturale nel corso del quale ha proiettato e illustrato una serie di antiche stampe con lo Stretto visto dalle più diverse angolature, ha dato il suo contributo politico alla discussione introducendo un concetto nuovo: allargamento dell’area dello Stretto alle Province di Vibo Valentia e Catania, intendendo quest’area non come struttura rigida, quella dell’Ente Locale, bensì come un organismo istituzionale a geometria variabile, un po’ simile alla lega delle città anseatiche.

LA METROPOLINANA DEL MARE
La relazione conclusiva è stata di Domenico Gattuso, docente alla Mediterranea e presidente del Cisut: commissionatogli dalla Fondazione Mediterranea, ha presentato un progetto di “metrolitana del mare” che, come fatto in altre parti del mondo (vedi Istambul o San Francisco) e in Italia (vedi laguna di Venezia o golfo di Napoli), serva a collegare velocemente e frequentemente non solo le due sponde ma anche approdi su di una stessa sponda, integrando così il trasporto gommato. A questo progetto articolato e dettagliato, che merita più spazio di quello attribuibile in questa sede, sarà quanto prima dedicato dal Quotidiano uno scritto monotematico. I Distretti Lions siciliano e calabrese, insieme alla Fondazione Mediterranea, hanno intenzione di pubblicare questo studio e, verificatane la fattibilità, di offrirlo alle amministrazioni comunali: con un solo biglietto (della durata di due ore e del costo di tre euro o valido 24 con andata e ritorno al costo di cinque euro) si dovrebbe poter traghettare con mezzi veloci e circolare su entrambe le reti pubbliche dei trasporti urbani. Solo cinque euro per andare a prendere il caffè da Billè o un gelato da Cesare, per trascorrere una serata al Vittorio Emanuele o al Cilea, per mangiare lo stocco al Ponte Americano o una pizza da Giardino, per cenare da Anselmo a Ganzirri o da Glauco a Scilla, e per tornare in giornata a Reggio o a Messina.

UNA LEGGE PARLAMENTARE PER L’INTEGRAZIONE
Il sottosegretario ai trasporti Raffaele Gentile, fresco di nomina, e il deputato regionale Maurizio Balestrieri sono intervenuti dopo il prof. Gattuso. Sottoscritto nella sua sostanziale interezza il senso di tutti gli interventi ascoltati, hanno portato ulteriori spunti. Gentile: l’integrazione va inserita in un contesto planetario, per sfruttare la rendita di posizione derivante dalla nuova centralità mediterranea (anche questo concetto non è nuovo ai lettori del Quotidiano); va effettuata con la politica dei piccoli e frequenti passi (indubbio influsso della filosofia di Karl Popper). Balestrieri: dopo il no alla devoluzione si andrà a un superamento delle diversità regionali (statuto ordinario e
speciale) con un’apposita legge del Parlamento. Da ricordare, anche se non pertinente, che il sottosegretario Gentile, parlando del Ponte (argomento esplicitamente ostracizzato dalla Fondazione Mediterranea per evitare lacerazioni), non ha avuto i toni granitici del Ministro Bianchi: ha detto che il problema “non va affrontato con un approccio idealistico ma pragmatico”. Rispetto alle affermazioni stentoree del suo diretto superiore, se non è una marcia indietro è senza dubbio una buona frenata.
Il Convegno si è concluso con gli interventi di Cesare Fulci, pastgovernor del Distretto Lions 108YB (al posto del Prof. Tommasini, assente per un recente lutto) e di Domenico Laruffa, governatore del Distretto Lions 108YA.

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